domenica 27 settembre 2009
Poesia (di mio figlio)
Sei partita da appena un mese
e io
sono qua che mangio i tuoi biscotti.
Mi hai lasciato così,
all’improvviso.
Avevi cose più importanti da fare.
Va bene.
Dico sul serio.
Va bene.
Anche perché il nostro non era certo
amore,
era più che altro un drago verde
e sonnolento.
E tu ogni tanto davi di matto,
ma io,
cosa vuoi,
sopportavo.
E a letto, metà delle volte,
mi sembrava d’essere a teatro
a fissare un attore che non sa la sua battuta
e
l’altra metà,
dovere.
Così i miei fottuti complessi d’inferiorità,
venivano a galla
come cadaveri sopra la schiuma
dove s’increspa l’onda.
E così,
ora me ne sto qua
a tirare le somme
di quest’ultimo anno insieme
e scopro
che è meglio stare coi tuoi biscotti,
che con te.
domenica 20 settembre 2009
L'amore nascosto
domenica 13 settembre 2009
Il tredicesimo invitato
Era bella, inquieta e piena di talento. Nell’introduzione al libro Il tredicesimo invitato, Donatella Bisutti scrive a proposito di Fernanda Romagnoli, poetessa: “…Credo sia stata schiantata dalla sua dolorosa capacità di gioia in una vita povera di eventi esteriori ma agitata da grandi tempeste interne, che poco o niente dovettero apparire all’esterno, se non della mediazione dei versi…”. Vissuta tra il 1916 e il 1986 ha attraversato gli anni nei quali, per le donne della sua generazione, non esprimersi era la norma. Tenere dentro, nascondere, censurare. Lei come poetessa ha avuto un riconoscimento molto tardivo, e io spesso penso a quanta ricchezza di pensieri, passioni, creatività, idee è andata persa in quell’epoca in cui erano ancora poche le donne che potevano osare. Donne che oggi non ci sono più e che avrebbero potuto creare opere (sculture, aziende, libri, quadri, giardini, progetti innovativi.. non importa cosa, ma che contenevano la forza di questa poesia per esempio).
Caino
Ma se sono diversa. Se non posso
applaudire con voi, se non odio
quello che odiate – ho colpa?
Io, lo confesso, lascerei sul podio il vincitore; io la mano
vorrei stringerla al vinto.
Voi fate un gran compianto per Abele,
per lo scaltro innocente, così certo
del consenso divino.
Ad un buio sudore io penso, al fiele
d’un cuore nella polvere respinto.
Io piango l’altro: Caino.
domenica 6 settembre 2009
Dieci cose di me
Adoro l’acqua, quella della doccia, del bucato a mano, della piscina, del mare e dei parchi acquatici. E’ davvero casa mia, tanto quanto mi sono estranee le discese sugli sci. La montagna mi piace per le camminate, i paesaggi, e per il clima, perché l’estate è una stagione che vorrei non arrivasse mai. Detesto l’afa e amo la pioggia, il freddo, la moda invernale. D’estate non guardo nemmeno le vetrine, tranne quelle delle scarpe che sono una delle mie passioni, insieme al caffè e alle grandi città. Una vita non mi basta, e allora cerco di vivere più vite in questa qui. Se non trovassi il mondo esterno a volte così affascinante potrei trascorrere il mio tempo chiusa in una stanza purché ci siano libri e film a volontà. Credo siano ben più di dieci le cose che ho detto di me, ma non mi metterò a contarle che io con i numeri mica ci vado tanto d’accordo. E…, dimenticavo, se qualcuno ha bisogno di aiuto faccio il possibile per esserci, ma non coltivo la bontà e quando sento la frase: porgere l’altra guancia, rabbrividisco, e a chiunque decidesse di mollarmi un bel ceffone avrei la premura di restituirlo un po’ più forte.
domenica 30 agosto 2009
In altri termini
“…Perché non credo che il nostro desiderio di nascere cessi nel momento esatto in cui lasciamo il corpo di nostra madre, né che il nostro desiderio di far nascere possa realizzarsi solo in un figlio. E non è certo perché non abbiamo ancora tagliato a sufficienza il cordone ombelicale con la madre che manteniamo così pulsante, così vera, così viva, questa voglia di parole, ma perché non siamo ancora nati del tutto. E non è in funzione dei bambini che non faremo più, o che non faremo affatto, che questa voglia di scrivere ci afferra.
Tutte le volte che si intavola una discussione, che si anima un dibattito sul tema della creazione, o meglio della scrittura femminile, prima o poi appare inesorabilmente il momento in cui qualche spirito arguto arriva a enunciare o suggerire che in linea di massima converrebbe considerare la creazione come un sostituto della procreazione…”
“…Ma che diavolo avete poi da scrivere?
Scriviamo perché c’è bisogno che si scriva. E non solo perché il passato, l’infanzia, gli odori, lo choc terribile e dolce dei primi corpi raggiungano attraverso il testo scritto la loro ultima incarnazione. E non solo perché le ferite originarie saturino, finalmente, i loro grandi lembi di dolore, di stupore, nelle parole scritte. Ma perché quello che non è stato scritto lo sia, perché il reale sia in qualche modo modificato, dilatato. Perché un piccolo spazio nuovo sia dato ad altri che vi troveranno di che respirare, di che crescere, di che parlare…”.
giovedì 2 luglio 2009
Arrivederci a settembre
E ovviamente andrò in vacanza e lavorerò e scriverò.
Passerò di certo ogni tanto a leggervi e salutarvi. Un grazie enorme per tutta l’energia, le idee, le parole, i pensieri, i progetti che tutti insieme facciamo circolare.
Buona estate!
mercoledì 1 luglio 2009
Fata Morgana
So che tra chi legge questo blog ci sono persone appassionate di scrittura e di lettura. Nei vari link ci sono cose interessanti per chi ama le parole. Intanto l’editore mi ha autorizzata a postare uno dei miei racconti già pubblicati in cartaceo su Fata Morgana. L’ho scritto dopo che mi era stato detto: “Che palle, scrivi sempre cose femminili”. E allora ecco qua: un protagonista maschile.
