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Troppo
Le siepi erano onde verdi
nel buio.
Gelido vento.
Entrammo a quella festa
ed era un cimitero
seduto.
Bevvi e urlai per un paio d’ore
buone:
“Bella festa! Complimenti!”
E così via.
Sfondai un divano
e ruttai alla Luna.
Poi tutto fu troppo
da sopportare.
Per loro.
Per me.
E presi la via di casa.
Voce del verbo Andare
Guardo le tue foto
in bianco e nero,
con sorrisi tirati
che annunciano
ore dure
e/o
giorni di gloria.
Sei troppo saggia
per essere felice,
o forse
lo siamo poco
entrambi.
Il tuo gatto
m’accarezza
e mi odia
e così,
almeno lui,
dimostra
tanta saggezza.
Il mio cuore
è uno zolfanello
dimenticato,
e io ho già deciso
che proprio non posso restare.
Cammino
Sotto i cieli della Castilla
vago verso
il vuoto.
E’ l’azzurro che m’attende,
è il volo del passero
contro
vento.
Il nero sguardo di Sofìa.
Ah, questo
bastone danzante,
oh, la pace
del sensi;
sì oggi è così,
lasciate cantare il mio cuore.
Uno dei libri che ho amato di più degli ultimi anni è Leggere Lolita a Teheran. L’autrice, Azar Nafisi, docente di letteratura inglese all’università di Teheran durante i primi mesi della rivoluzione Khomeinista, racconta di un gruppo di studentesse che insieme a lei si riuniscono in segreto una volta la settimana per parlare di letteratura e commentare i testi che sono proibiti dal regime: Madame Bovary, Lolita, Orgoglio e Pregiudizio e altri. La sensazione di libertà che emana dalle pagine che descrivono questi incontri è forte tanto quanto quella della prigionia che emerge leggendo delle innumerevoli violenze fisiche e psicologiche che subiscono quotidianamente le persone e specialmente le donne. Oggi, Azar Nafisi era a Cuneo, a scrittorincittà, per parlare del suo ultimo libro Le cose che non ho detto, e solo un metro di neve (che per fortuna non c’era) mi avrebbe impedito di andarla a sentire. E’ una bella signora con un incantevole sguardo ribelle che ha parlato del libro nel quale racconta molto di sé e della sua famiglia, facendo un parallelo tra il regime dispotico di un paese, e quanto una famiglia possa esserlo altrettanto. Ha sottolineato il potere della letteratura, della poesia e ha ricordato più volte che la repubblica dell’immaginazione non ha bisogno di passaporto e supera le censure.
Non so se farà altre presentazioni in Italia, ma se fosse, vale davvero la pena di fare dei chilometri per andarla a sentire.
La maternalità nasce con il desiderio, realizzato o meno, di un figlio, scrive Catherine Bergeret-Amselek nel suo Il mistero delle madri. Sui nostri blog ci occupiamo spesso di quel desiderio realizzato, con gli annessi e connessi, piacevoli e non, ma - perlomeno per quanto mi riguarda - non ho mai scritto un post sulle donne che non riescono a diventare madri. Eppure, ricordo bene che era un timore che avevo da ragazza. Questa riflessione è nata da uno scambio mail con on the widepeak, che leggo sempre e da cui imparo ogni volta qualcosa. Allora ho pensato di chiedere il vostro aiuto. Se conoscete qualche blog orientato su questa tema, e se avete voglia di segnalarlo nei commenti, mi fate proprio piacere. Io segnalo quello di Lisa Corva, autrice del libro Confessioni di una aspirante madre, ma immagino ce ne siano molti altri.
Segnalo questa iniziativa perché oggi diventare genitori e non aver mai passato un po’ del proprio tempo con un neonato, non è affatto inconsueto. Mi raccontava una ginecologa di come negli ultimi 4/5 anni accada che, mamma, papà e neonato - dopo le dimissioni - tornino in ospedale a chiedere informazioni che mostrano una carenza di nozioni di base in merito all’ abc di tutta la… faccenda.
La visione di Contracuerpo, short film di Eduardo Chapero, è tanto angosciante quanto efficace in merito al tema dell’anoressia e dà la misura del livello spaventoso di malessere che circola fra troppi adolescenti, e non solo. Nello stesso giorno in cui l’ho visto, mi è stato segnalato il video che una mia collega arteterapeuta, Barbara Fiore, ha realizzato insieme a una classe di ragazzi dell’Istituto Franco Balbis di Torino.
Mi domandavo, dopo la visione dei due video, quanto tempo sarà ancora necessario per far sì che in tanti - tanti da creare una corposa maggioranza - capiscano che non c’è bisogno di abiti firmati, di auto potenti, di corpi che aderiscono a un modello malato, ma c’è bisogno di amore, ascolto, condivisione, amicizia, empatia.
Non aggiungo altre parole, le immagini sono così efficaci da renderle superflue.
Ricevo da Diana un premio, la ringrazio, e visto che anche lei è madre di due gemelli ne approfitto per raccontare un aneddoto che mi riguarda. In rete, si trovano parecchi post nei quali sono ampiamente narrati tutti i luoghi comuni e le frasi che in quanto genitori di gemelli bisogna “sopportare”. Li confermo tutti. C’è nella gemellarità qualcosa che attiva indiscutibilmente alcune domande. Ma prima di ascoltarle c’è il passaggio in cui si scopre di essere incinta non di uno, ma di due bambini. Dunque ero incinta di tre mesi, andai dal ginecologo per i soliti controlli ed esordii dicendo: “Secondo me i bambini sono due, la gravidanza è diversa dall’altra, sono già ingrossata parecchio, mi sento stranissima, mia nonna materna ha avuto due gemelli e l’ereditarietà incide, e credo anche che siano due maschi”. Lui mi guardò affettuosamente (si sa, le madri giovani a volte si fanno strane fantasie), poi mi visitò e disse: “Ma no, è ingrossata di più perché l’altra gravidanza è recente, qui di bambini ce n’è solo uno, comunque facciamo un’ecografia di controllo per tranquillità”. Durante la settimana successiva, decisi che se lo aveva detto lui - peraltro ottimo ginecologo - che bambino ce n’era solo (?!) uno, non avevo motivo di dubitare, perseveravo tuttavia sull’idea che fosse maschio. Arrivò il giorno dell’ecografia, e io con la pancia ulteriormente e abbondantemente lievitata salutai il ginecologo che mi osservò e se ne stette in pensoso silenzio. Spalmò il gel, e
“Sa che le dico, signora, aveva ragione lei!”.
“ E’ un maschio”.
“No, sono due”.
(Ci sono casi nei quali avere ragione risulta essere…impegnativo).
Per bambini dai 2 ai 7 anni di Milano e dintorni ecco una bella iniziativa. Troverete qui tutte le informazioni.