martedì 26 aprile 2011

Ristampa

Nell’ultimo mese ho ricevuto parecchie e-mail di persone che non riuscivano a trovare/ordinare il libro. Il motivo era dovuto al fatto che era esaurito e la ristampa è andata un po’ per le lunghe. Ho saputo però dalla Magi edizioni che da fine aprile sarà di nuovo reperibile. Grazie a tutti voi che continuate a fare circolare le mie parole!

domenica 21 novembre 2010

Un saluto veloce

Da qualche settimana pensavo di lasciare un post di saluti e ringraziamenti in virtù del fatto che in questo blog accade una cosa che non immaginavo ma che mi piace molto. Continua ad essere letto. E parecchio. A distanza di mesi dalla sospensione ogni tanto ci torno e scopro che i lettori sono costanti e numerosi. Mi piace pensare che la scelta di inserire tanti capitoli del libro sia stata efficace, e che dunque le parole che ho scritto continuino a circolare e possano essere spunto di riflessione. Tuttavia, come ho accennato il giorno dei saluti, sono immersa in un progetto che mi impegna molto e di cui più avanti saprete certamente di più.
Stamattina però ho letto questo, ed è un progetto che reputo importantissimo poiché racconta di malattia, di limite, di dolore, di cure, di speranze, di rabbie, di stupori, di attese e molto altro. Di troppe cose che il più delle volte si tenta di far finta che non esistano. Si pensa - e ci si illude- che succedano solo agli altri, che sia meglio non parlarne troppo. Invece no.
E’ scritto con la forza, l’intelligenza e l’anima di un gruppo di persone che seguo costantemente, il più delle volte silente, ma da cui imparo ogni volta qualcosa di nuovo. Eccomi qui dunque a salutarvi, e a chiedere – a chi lo desidera- di far circolare questa idea. Arrivederci!

martedì 13 aprile 2010

Arrivederci

Fiammetta, di Spazio Neomamma, in un commento al post precedente scrive “aspettiamo la tua prossima pubblicazione” e mi dà la spinta (grazie Fiammetta) a decidere ciò che meditavo da un po’: sospendere la scrittura sul blog. E dico sospendere, sottolineato dall’arrivederci del titolo, perché è mia intenzione tornare in futuro. L’esperienza del blog è stata positiva e portatrice di molteplici incontri e non la considero affatto conclusa. Ma c’è un altro figlio creativo in gestazione che richiede il mio tempo e le mie energie, e per quanto La solitudine delle madri, da buon primogenito, abbia assorbito buona parte delle mie cure, è ora che cammini da solo senza il mio sguardo continuo. A fianco ho inserito altri capitoli e, per chi lo desidera, c’è materiale da leggere sia in merito al libro che all’interno del blog. E’ indubbiamente più facile dire arrivederci che addio, per quanto anche un arrivederci comporti qualcosa che ha a che fare con la separazione. E dunque lascio questo pezzo di strada compiuto insieme e vi dico grazie per la presenza, i messaggi pubblici e privati, la condivisione, l’apprezzamento per il libro, le discussioni, i confronti, la crescita. Alcune persone mi stanno domandando quale sarà l’argomento del mio prossimo libro. La cosa di cui sono certa è che ruoterà intorno ai temi del femminile, e che sto covando parole che necessitano di buio, silenzio, e assenza, per poter trovare una forma.

Ma buio, silenzio e assenza sono parole che mi ricordano l’incipit di un racconto che avevo scritto anni fa in omaggio a mia nonna -amatissima nonna -morta a 103 anni. Se a quel tempo fossero esistiti i blog, lei di certo ne avrebbe avuto uno. E io non so cosa darei per poterlo leggere.

Sbrigatevi. Comprendo la pacata fermezza dei vostri gesti e quel lento indugiare su ciò che va comunque compiuto. Il risultato è buono, siatene certi, e i vostri sguardi sono un codice muto ben addestrato. Ma sbrigatevi, ho detto, abbandonate ogni cautela per riservarla a chi – più di me - potrà farne un buon uso.
Piuttosto…questo odore? È alluminio forse? O zinco? Ah che fastidio! Proprio non ci voleva. E’ per questo che mi hai (sì, dico a te, che tieni gli occhi bassi nel viso serio, i capelli in ordine e il cappotto blu) infilato una rosa tra le mani giunte? Speri forse che il suo profumo riesca a coprire l’odore caldo e nauseabondo che mi tocca sentire? La corona del rosario è avvolta intorno alle dita in modo tale che non riuscirò mai più a sgranchirle, e il velo di tulle, che hai posato con tanta cautela, mi fa il solletico al naso. Mi spieghi come posso grattarlo tra la corona, la rosa e ora anche il tulle?
Sbrigati dunque, aspettavo da tempo questo momento, da così tanto che pensavo di essere stata dimenticata. Sai, temevo, di essere finita nell’archivio “persone smarrite” dove c’è così tanta polvere e ragnatele che il rischio è di rimanere impigliati. Né di qua, né di là. Gran brutto posto. Ma ieri, dal mattino presto, un malessere strano ha pervaso il mio corpo e l’ho anche detto: “Non mi sento bene, niente bene”. Con un ultimo ostinato colpo, il mio cuore, stupido vecchio cocciuto cuore, ha pompato quel poco che rimaneva. E se ora ti sbrighi a prendere quel coperchio di legno, quello appoggiato all’armadio – stai attento, che se ti cade sui piedi ti fai male sul serio- se ora ti sbrighi, dicevo, mi fai proprio un regalo. Se non sbaglio ci sono ancora le scale da scendere e meno male che mi è sempre piaciuto ballare.
Fuori, in cortile, mi aspetta una macchina, un lusso di macchina; così lucida e lunga non c’ ero mai salita. Tutta per me. E la chiesa, dove il prete, se è quello di sempre, non dovrebbe sprecare troppe parole. Speriamo!
Sbrigatevi. Sbrigatevi tutti e posatemi là dove voi sapete. Se qualcuno di voi che sta qui intorno e bisbiglia sommesso, non è pronto, non importa. Lo sono io. Voglio silenzio e buio e assenza e vento.
Per un po’ di tempo.
Prima di un altro viaggio.

Arrivederci!!!

mercoledì 7 aprile 2010

Bravi Bimbi

Ho risposto qui a un po' di domande.
Grazie per l'ospitalità!

martedì 6 aprile 2010

Qualche mese dopo

Ecco un altro capitolo del libro.
Buona lettura.

martedì 30 marzo 2010

Poesia, corpo, voce

Leggendo il libro di poesie di Dale Zaccaria: Inedito per una passante, riflettevo su quanto gli esseri umani si dividano non troppo equamente tra coloro che della morte non vogliono sentire parlare tentando di ignorare che esiste e coloro che vi si addentrano in un modo o nell’altro e per questo sono molto più vivi. L’autrice appartiene al secondo gruppo. Nell’introduzione, c’è una frase che ben sintetizza il titolo del libro: “esprime sia il senso della precarietà della vita (una passante) che l’impressione di novità che ciascuna esperienza porta con sé (inedito)". Scegliere una delle poesie non è stato semplice: quella che trascrivo qui mi auguro sia di buon auspicio per noi donne. Ne abbiamo un gran bisogno. Tempi bui.

Canto per Malalai Joya

Io canto la voce di una donna

di altre cento mille donne

canto queste donne
queste madri
queste figlie

questi occhi possano vedere
queste mani hanno altre cento
mille mani da toccare

senza polvere e senza catene
canto il loro canto

ché non si pieghi
ché non si fermi
ché germogli questo canto

per altre cento donne mille donne
canto la voce di una donna

senza fili
senza barriere
senza il seme del loro sangue

senza nessun padrone

canto questo fiore
canto questa madre
canto questa figlia

canto il canto di queste donne
altre cento mille donne.

L’ho scoperta transitando nel blog corpodipoesiaproject. In effetti la poesia è solo una delle espressioni artistiche di Dale Zaccaria, giornalista e operatrice interculturale. Da anni ricerca la contaminazione fra le diverse arti attraverso performance dal vivo con la musica, la danza, la poesia, la pittura. La qualità del suo lavoro conduce in quel territorio dove si respira il connubio tra disciplina e anima.

giovedì 25 marzo 2010

L'Ascoltatrice

Uno dei blog per me irrinunciabili è quello di Marina. E’ un' insegnante in pensione e ogni volta che la leggo penso: “ma perché non ho avuto un’insegnante così”? Non sono solo la qualità indiscutibile della scrittura o il pensiero svelto e inconsueto ad affascinarmi, ma la capacità di compiere gesti come quelli che hanno preceduto la scrittura del suo libro. Chi ama scrivere ha bisogno di storie, si sa, e allora lei che ha fatto? E’ andata per qualche mese ogni mattina in Piazza Vittorio a Roma, si è seduta su una panchina con a fianco un cartello con queste parole: “Vuoi parlare con me? Scriverò il tuo ritratto o la tua storia. E’ gratis”. Ha scritto un bel po’ di storie, le ha donate a chi gliele ha raccontate, e le ha raccolte in un libro. Lo leggerò e mi piacerà perché le sue parole mi piacciono sempre. Ma è quel gesto che volevo sottolineare.