Da un po’ di tempo volevo scrivere un post sul corpo, ma le mie riflessioni sarebbero state analoghe a quelle che ha scritto Monica qui.
sabato 30 maggio 2009
mercoledì 27 maggio 2009
Intervista
Una giornalista mi chiede se fra le lettrici di questo blog (o qualche amica o amica dell’amica), può essercene qualcuna interessata ad essere intervistata in merito alla difficoltà di essere madre. Vanno bene anche testimonianze di persone che la difficoltà l’hanno già superata. L’intervista è per un giornale femminile di grande tiratura e sarà presente un fotografo. Chi volesse saperne di più può scrivere a solitudinedellemadri@tiscali.it e io girerò la mail della giornalista che fornirà indicazioni più specifiche.
giovedì 21 maggio 2009
Essere genitori: John Bowlby
Da una conferenza di John Bowlby, etologo, psicoanalista inglese, a New York nel 1980.
Voglio anche sottolineare che, nonostante pareri contrari, occuparsi di neonati e di bambini non è un lavoro per una persona singola. Se il lavoro deve essere fatto bene e se si vuole che la persona che primariamente si occupa del bambino non sia troppo esausta, chi fornisce le cure deve ricevere a sua volta molta assistenza. Varie persone potranno fornire questo aiuto: in genere è l’altro genitore; in molte società, compresa la nostra, l’aiuto proviene da una nonna. Altri che possono essere coinvolti nell’assistenza sono le ragazze adolescenti e le giovani donne. Nella maggior parte delle società di tutto il mondo questi fatti sono dati per scontati e la società si è organizzata di conseguenza. Paradossalmente ci sono volute le società più ricche del mondo per ignorare questi fatti fondamentali.
Voglio anche sottolineare che, nonostante pareri contrari, occuparsi di neonati e di bambini non è un lavoro per una persona singola. Se il lavoro deve essere fatto bene e se si vuole che la persona che primariamente si occupa del bambino non sia troppo esausta, chi fornisce le cure deve ricevere a sua volta molta assistenza. Varie persone potranno fornire questo aiuto: in genere è l’altro genitore; in molte società, compresa la nostra, l’aiuto proviene da una nonna. Altri che possono essere coinvolti nell’assistenza sono le ragazze adolescenti e le giovani donne. Nella maggior parte delle società di tutto il mondo questi fatti sono dati per scontati e la società si è organizzata di conseguenza. Paradossalmente ci sono volute le società più ricche del mondo per ignorare questi fatti fondamentali.
Le forze dell’uomo e della donna impegnate nella produzione dei beni materiali contano come attivo in tutti i nostri indici economici. Le forze dell’uomo e della donna dedicate alla produzione, nella propria casa, di bambini, sani, felici e fiduciosi in se stessi non contano affatto. Abbiamo creato un mondo a rovescio. Ma non voglio addentrarmi in complesse argomentazioni politiche ed economiche, ma voglio sottolineare il pericolo di adottare delle norme sbagliate. Perché proprio come una società in cui esiste una cronica insufficienza di cibo può assumere come sua norma un livello di nutrizione deplorevolmente inadeguato, così è possibile che una società nella quale i genitori dei bambini piccoli vengano abbandonati a se stessi, in una cronica insufficienza d’aiuto, consideri questo stato di cose come normale.
John Bowlby, Una base sicura, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1989.
John Bowlby, Una base sicura, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1989.
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lunedì 18 maggio 2009
Troppo
Amo il silenzio, la penombra, le biblioteche. E invece sono stata per quattro giorni consecutivi al Salone del libro. Inutile dire del piacere di esserci, e con me ITmom e Piattini, che non ringrazierò mai abbastanza. E ringrazio le tante blogger che sono passate allo stand della Edizioni Magi. E’ un ringraziamento collettivo poiché tra i nomi reali e quelli dei blog temo qualche confusione o dimenticanza.
Ora però vado a camminare in una strada di campagna e spero che l’odore di terra e erba e fiori, il verde delle colline dopo le lunghe piogge di questa primavera, e il silenzio (un cane che abbaia in lontananza è accettabile) siano una buona cura per il rumore assurdo che c’è stato in fiera, le luci troppo forti, il troppo di tutto. Troppe persone, troppo caos, troppi libri. Troppo.
Ora però vado a camminare in una strada di campagna e spero che l’odore di terra e erba e fiori, il verde delle colline dopo le lunghe piogge di questa primavera, e il silenzio (un cane che abbaia in lontananza è accettabile) siano una buona cura per il rumore assurdo che c’è stato in fiera, le luci troppo forti, il troppo di tutto. Troppe persone, troppo caos, troppi libri. Troppo.
venerdì 15 maggio 2009
Segnalazione
Lunedì 18 maggio alle ore 18, presso la biblioteca Shahrazad in V. Madama Cristina 41, a Torino, in collaborazione con la fiera del libro e la circoscrizione 8 del comune, verrà presentata l’antologia di racconti Fata Morgana. Chi fosse interessato può dare un’occhiata qui e qui. Nelle ultime tre antologie è presente un mio racconto, e a breve ne posterò uno sul blog.
L'angolo della poppata alla fiera del libro
Il leone verde Edizioni insieme a Bambino Naturale.it hanno creato, alla fiera di Torino, uno spazio utile: l’angolo della poppata. Ieri, appena entrata nel Salone, ho visto le indicazioni per questa bella iniziativa, e ovviamente sono subito entrata a curiosare. E’ un luogo per allattare e cambiare il bebé. Si possono inoltre consultare numerosi libri su mamme e bambini, intanto che ci si riposa e si beve una tisana. Un’oasi tranquilla nell’inevitabile caos di una fiera, che fa la differenza nel decidere se andare o meno a fare un giro in mezzo ai libri con pargolo/i a seguito.
lunedì 11 maggio 2009
Il salone del libro
Sarò al salone del libro, da giovedì 14 a domenica 17, ogni pomeriggio, nel padiglione 2 stand M 166, lo stand della Magi Edizioni. In mezzo ai libri, e a contatto diretto con le persone: quale luogo migliore? Vi aspetto. Ci sarà la presentazione del mio libro domenica 17, e sono molto felice che insieme a me ci siano ITmom e piattinicinesi. I dettagli qui.
sabato 9 maggio 2009
Louise Bourgeois, i ragni, le madri
Louise Bourgeois, artista francese quasi centenaria, ha trascorso buona parte della vita negli Stati Uniti. Ha iniziato la sua carriera usando diverse tecniche ma specializzandosi poi in opere scultoree e installazioni. Per crearle ha usato marmo, bronzo, gesso, legno, ferro, tessuti e materiali sintetici. Solitaria e prolifica dice che “Il dolore è il soggetto di cui mi occupo. Dare significato e forma alla frustrazione e alla sofferenza”. Nelle interviste spesso racconta del difficile rapporto con i suoi genitori e la cosa che mi ha sempre colpita è che pare essere una di quelle persone che non è riuscita a trovare pace né perdono delle sofferenze ricevute a distanza di moltissimi anni. Succede. Ma il motivo per cui ne scrivo è che fra le sue opere più famose ci sono dei giganteschi ragni di acciaio, i suoi “giant spiders”, uno dei quali si chiama “Maman” opera del 1999. Penso a quante volte nelle immagini di arteterapia emerge la figura del ragno, che poi nelle associazioni è collegata a un aspetto del materno. La madre che nutre, che tesse la tela e dunque sostiene e protegge, ma che può anche intrappolare. Sono due aspetti che Louise Bourgeois ha rappresentato molto bene con le sue sculture giganti. Quante volte una madre soffocante è vista come una buona madre? E quante volte una madre che ama i propri figli in modo sano e li lascia liberi viene vista come una madre poco adeguata?
I giant spiders viaggiano nelle piazze e nei musei di tutto il mondo per raccontarci che una madre può anche intrappolare come un ragno.
I giant spiders viaggiano nelle piazze e nei musei di tutto il mondo per raccontarci che una madre può anche intrappolare come un ragno.
mercoledì 6 maggio 2009
Il tempo
Fa piacere rileggere un proprio post scritto il 5 maggio, con la segnalazione di un evento dal 6 al 10 maggio, che inizia con le parole “la prossima settimana”. Ecco, tanto per chiarire, posso senza orologio dire con una buona precisione che ora è, però su quale giorno vivo, se è lunedì o martedì, o cose di questo tipo, ecco, così, a naso, direi che senza agenda qualche difficoltà la incontro. ( E fosse la prima volta che mi succede...).
martedì 5 maggio 2009
Segnalazione
La prossima settimana, dal 6 al 10 maggio, ci sarà a Varese il terzo concorso di Corti Teatrali. Venerdì 8 maggio alle ore 20.30 Jane Bowie reciterà il monologo, scritto da lei, sull’incendio avvenuto a New York l’8 marzo 1911. Darà voce alle donne e agli uomini che hanno sofferto e che soffrono per il mancato rispetto dei diritti sul mondo del lavoro. Tante mimose in meno e più voci di questo tipo sarebbe davvero auspicabile.
domenica 3 maggio 2009
Di premi e di scrittrici

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